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La Glossolalia

Di Tom Brown

La Glossolalia è il fenomeno più dibattuto del Cristianesimo. Il Pentecostalismo ed il Movimento Carismatico hanno portato alla ribalta la glossolalia, e questi rami del Cristianesimo sono senza dubbio i movimenti cristiani che crescono più rapidamente. Questi movimenti si scontrano con il mondo ancora più di quanto non fece la riforma.

Eppure nonostante tutti i dibattiti sulla glossolalia, pochi sanno cosa sia. E’ il tema meno compreso dai credenti. La gente sarà sorpresa di scoprire che la Bibbia cita la glossolalia trentacinque volte. E’ molto, quindi questo tema non dovrebbe essere messo da parte dalla Chiesa così facilmente. Dio non riempie il proprio libro con cose di secondaria importanza.

Molte persone, che non hai mai avuto a che fare con la glossolalia, parlano come se fossere esperti del settore, mentre in realtà predicano solo su basi teoriche.

Chi dovrebbe saperne di più della glossolalia: coloro che hanno il dono delle lingue o coloro che non ce l'hanno? Bene, dovremmo imparare da coloro che hanno il dono delle lingue o no? Poiché io sono un glossolalista, sento che posso apportare saccenza biblica ed esperienza a questo articolo.  Queste righe faranno luce su fraintendimenti comuni e mostreranno l’importanza e i benefici della glossolalia.

CHE COS’E’?

L'Apostolo Paolo scrive, “Chi parla con il dono delle lingue edifica se stesso…Vorrei vedervi tutti parlare con il dono delle lingue” (1 Corinzi 14:4,5). Nonostante quest’affermazione positiva sulle lingue, perché così pochi cristiani hanno il dono delle lingue? Credo che la risposta sia che c’è molto poco insegnamento sonoro, logico e scritturale circa lo scopo ed il valore della glossolalia.

Di recente ho parlato con un gruppo di Mormoni alla University Ward sulla North Oregon Street. Ho condiviso la mia testimonianza su come Dio mi avesse salvato e reso pieno dello Spirito Santo con la prova della glossolalia. Dopo il discorso, la domanda più frequente tra gli studenti era sulla glossolalia. Uno studente curioso mi ha chiesto, “A cosa ti serve la glossolalia?”

Ho risposto, “Serve esattamente a quello che la Bibbia dice che serva: Chi parla con il dono delle lingue edifica se stesso”. La parola “edificare” significa “sviluppare” o “caricare”, proprio come si carica una batteria. Tutti abbiamo bisogno di una carica spirituale. Tutti noi di tanto in tanto ci sentiamo scarichi spiritualmente. Uno dei modi di Dio per caricare lo spirito è la glossolalia.

UNA LINGUA PARADISIACA

Molte persone definiscono imprecisamente la glossolalia come “linguaggio incomprensibile” o “parlare con dei nonsense”. La verità è che, parlare con il dono delle lingue è il linguaggio più intelligente e perfetto dell’universo. E’ il linguaggio di Dio.

Che lingua pensate si parli in paradiso? Le lingue prendono il nome dai paesi da cui derivano. Per esempio, l’Inglese viene dall'Inghilterra. Lo Spagnolo dalla Spagna. L’Italiano dall'Italia.

Bene, da dove provengono le lingue? Dal Paradiso! Le lingue sono il linguaggio paradisiaco. Cioè quello che si parla in paradiso; l’unica differenza è che la gente in paradiso capisce quello stanno dicendo. Qui sulla terra Paolo dice, “coloro che parlano con il dono delle lingue non parlano agli uomini bensì a Dio. Infatti nessuno li capisce; essi profondono misteri con il loro spirito” (v.2).

Gesù dice che coloro che credono in Lui “parleranno lingue nuove” (Marco 16:17). La parola “nuove” significa per la prima volta. Nessuno aveva parlato queste lingue prima. Contrariamente alla  teologia cattiva le lingue non sono una capacità data per predicare il vangelo in lingue straniere. Ciò renderebbe le lingue linguaggi “antichi”. E’ corretto dire che le “nuove lingue” dovrebbero essere parlate da coloro di “nuova nascita”. E’ naturale e normale parlare nella lingua nativa. Però noi nasciamo dal cielo, per questo dovremmo parlare la lingua del cielo, qualla lingua è detta “nuove lingue”.

LE LINGUE DEVONO ESSERE COMPRESE O NO?

I primi ad avere il dono delle lingue furono i discepoli. Questo evento si verificò il giorno della Pentecoste. Spesso la gente pensa che in questo giorno i discepoli parlarono le lingue dell’uomo affinché la gente potesse capire quello che stavano dicendo.

Non credo sia vero perché quel giorno ci fu un duplice miracolo: il miracolo della parola e dell’ascolto: Il primo miracolo era la glossolalia. IL secondo miracolo era la capacità di alcuni di capire queste lingue. Non tutti le capirono, perché alcuni passanti li derisero accusandoli di essere ubriachi (Atti 2:13); questo mostra chiaramente che non comprendevano le lingue.

E coloro che  capivano le lingue erano perplessi perché ognuno capiva solo la propria lingua nativa non la lingua degli altri (v.6). La Bibbia ci dice che c’erano oltre quattordici stranieri che rappresentavano molte nazioni e parlavano lingue diverse. Eppure ognuno ascoltava i discepoli che predicavano Dio nella loro lingua. Ed esclamarono, “Com’è possibile che ognuno di noi ascolta nella propria lingua nativa?" (v.8). Non riuscivano a capire come questo potesse avvenire.

E’ chiaro che i discepoli non stavano “predicando” il vangelo nelle lingue, ma stavano  “annunciando i miracoli di Dio" (v.11). Non stavano parlando ”agli uomini ma a Dio” (1 Cor 14:2). Le persone stavano semplicemente ascoltando i loro elogi a Dio. Solo quando Pietro si alzò e parlò alla folla in una lingua comune che il vangelo fu predicato. Quindi le lingue non sono linguaggi soprannaturali degli uomini conferiti agli apostoli così da poter predicare in lingue che normalmente non conoscevano.

I discepoli non stavano parlando lingue umane; parlavano lingue sconosciute. Ma Dio permise a coloro i cui cuori erano aperti di capire quello che stavano dicendo i discepoli. Qualche volta succede ancora oggi. Vedete, il miracolo era nella capacità di ascoltare delle persone.

IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO

Diamo uno sguardo attento al primo racconto scritturale sulla glossologia:

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro. ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. (Atti 2:1-4).

Questa esperienza è ciò che Giovanni Battista e Gesù chiamaro il Battesimo nello Spirito Santo. Era la realizzazione della promessa di Gesù, “Tra pochi giorni sarete battezzati nello Spirito Santo” (Atti 1:5).  Era la realizzazione della promessa di Gesù, “Tra pochi giorni sarete battezzati nello Spirito Santo” (Atti 1:5). Ogni Cristiano crede nel battesimo in acqua.Ma pochi accettano il battesimo miglior: il battesimo nello Spirito Santo. Poiché hai voluto essere battezzato in acqua, non vorrai essere battezzato anche nello Spirito Santo?

I Teologi spesso confondono il battesimo nello Spirito Santo con la redenzione. Spesso guardano a queste due esperienze come fosse la stessa. I credenti ne traggono confusione. Erroneamente presuppongono che la salvazione sia la stessa cosa del battesimo nello Spirito Santo. La Bibbia non ci insegna questo. La Bibbia insegna chiaramente che il battesimo nello Spirito Santo è un’esperienza a parte dalla redenzione e arriva dopo che un persona è salva, sebbene si possa verificare al momento della redenzione.

La storia dei samaritani convertiti lo dimostra pienamente (vedi Atti 8:5-25). Filippo predicava loro il Cristo. La gente accettava gioiosa il vangelo e si convertiva. Essi confermavano la loro fede facendosi anche battezzare. Eppure, nonostante queste persone fossere effettivamente salve, Filippo invitò gli apostoli a pregare per loro affinché potessero ricevere lo Spirito Santo. E’ chiaro da questa storia che essere salvati non è la stessa cosa di ricevere lo Spirito Santo. (Sebbene lo Spirito Santo sia decisamente coinvolto nella redenzione).

Un’altro racconto biblico spiega questo concetto. (vedi Atti 19:1-7). Paolo incontrò alcuni discepoli di Giovanni Battista. Egli pensò fossere credenti in Gesù nostro Signore, perché parlavano molto del pentimento. Paolo, ignaro che fossere discepoli di Giovanni, sebbene sapesse che a questi uomini mancava qualcosa, pose loro una domanda ovvia, "Avete ricevuto lo Spirito Santo quando avete creduto?"

La domanda stessa dimostra che Paolo, e con lui la chiesa paleocristiana, credeva fosse possibile credere in Gesù senza aver ricevuto lo Spirito Santo. Se ricevere lo Spirito Santo avvenisse automaticamente alla conversione, allora perché Paolo fece questa domanda, “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando avete creduto?”

L’EVIDENZA FISICA

Sono stato battezzato nello Spirito Santo nella chiesa First Assembly of God nel Montana. Il predicatore chiese a chi volesse dedicarsi al sacerdozio di venire avanti per la preghiera. Il primo a farsi avanti fu un ragazzo alto e magro di nome Timmy. Pensai, “Se Timmy si è fatto avanti, posso farlo anche io”. Perciò lo segui davanti al podio.

Senza che nessuno se ne accorgesse, qualcosa di invisibile colpì Timmy, che andò giù sul pavimento. Quasi immediatamente, qualcosa colpì anche me. Caddì anche io, steso a terra. Iniziai a piangere senza controllo.  La presenza di Dio era in me. Continuò per diversi minuti.

Mi sopraggiunse il pensiero, “Questo dev’essere ciò di cui la mia chiesa mi parla da tutti questi anni.  Quello che mi sta succedendo dev’essere il battesimo nello Spirito Santo.” Mai prima l’avevo pensato quando sentii in mente la scrittura, "Ed essi erano pieni dello Spirito Santo e iniziarono a parlare con il dono delle lingue."

Se sono pieno dello Spirito Santo, allora parlerò in altre lingue, ragionavo nella mente. In quel momento, iniziai a parlare in altre lingue; e non ho mai smesso di farlo! Gloria a Dio!

Vedete, la dimostrazione fisica del battesimo nello Spirito Santo è la stessa che avevano i discepoli: la Glossolalia. Ci potrebbero essere anche altre prove, ma quella che dovresti avere è la glossolalia.

Ci sono cinque esempi nella Bibbia di persone che ricevono il battesimo nello Spirito Santo (vedi Atti 2:4; 8:17; 9:17; 10:44; 19:6). In tre esempi su cinque ci viene detto che si verificano segni specifici. Negli altri due esempi, è implicata la manifestazione dei segni fisici, ma non viene menzionata. Sulla base di questi due casi non possiamo ricostruire alcuna evidenza solida come quella che dovrebbe verificarsi quando qualcuno è battezzato in Spirito Santo. Tuttavia, sulla base degli altri tre esempi possiamo sviluppare un modello chiaro e solido su cosa si dovrebbe verificare quando qualcuno viene battezzato nello Spirito.

Ci è stato detto in questi tre esempi che si verificano determinate manifestazioni fisiche. In ogni caso, si verifica più di un segno fisico, facendoci capire che di solito c’è più di un segno quando si viene battezzati nello Spirito Santo. Eppure, c’è un segno, ed un solo segno, che è comune a tutti e tre gli esempi. L’unico identico segno era la glossolalia. Sulla base di questa osservazione concludiamo che il segno standard del battesimo nello Spirito Santo è il dono di parlare le lingue.

La glossolalia è l’evidenza fisica e biblica che si è stati battezzati nello Spirito Santo. Ci dovremmo accontentarici di niente di meno che la prova scritturale.

Se non sei stato battezzato nello Spirito Santo, chiedilo a Dio e prega in fede per questo. Dio non lascia mai morire di sete un’anima assetata.

TUTTI HANNO IL DONO DELLE LINGUE?

Qualcuno potrebbe dire “Come potete dire che tutti i Cristiani hanno il dono delle lingue considerando le parole dell'apostolo Paolo", “Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?”? (1 Corinzi 12:30).

In questo passo, Paolo parla dei doni del sacerdozio pubblico che si manifestano nella chiesa. Non parla delle lingue come segno iniziale del battesimo nello Spirito Santo, né parla delle lingue come un linguaggio personale, di devozione e preghiera.

Lo si riconosce semplicemente osservando il linguaggio che Paolo usa a riguardo del dono delle lingue.     In questo capitolo egli definisce la glossolalia " le varietà delle lingue" (vedi 12:10,28). “ varietà” significa “non comuni”. Il tipo consueto di glossolalia è una lingua che nessun uomo capisce o interpreta. Tuttavia, parlare in “varietà” di lingue permette a colui che parla o a qualcun altro di riconoscere il significato della lingua  e quindi di interpretarla.

Perciò quando Paolo pone la domanda, “Tutti hanno il dono delle lingue?”, si sta riferendo alla pubblica manifestazione delle lingue che permette ad una persona dotata nell’interpretazione di esprimere il significato della lingua. Non tutti hanno ricevuto il dono della “varietà” delle lingue.

Nel quattordicesimo capitolo dell’epistola, Paolo corregge l'uso improprio delle lingue nella  chiesa. Egli dice loro di fermare questa pratica: Se, quando si raduna tutta la comunità,  tutti parlassero con il dono delle lingue “ (v.23) Notate attentamente che “tutta la comunità” si raduna e che “tutti” parlavano con dono delle lingue. Viene mostrato chiaramente come tutti nella chiesa corinzia parlassero con il dono delle lingue.” La maggior parte di loro devono aver permesso a quelli dotati di “varietà" di lingue di esercitare il loro dono, e che gli altri dovevano semplicemente "tacere in chiesa e parlare a se stessi e a Dio" (v.28)

Amici, vi incoraggio a cercare l’evidenza scritturale del battesimo nello Spirito Santo e di accontentarvi solo del meglio.

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