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Word of Life Church
El Paso, Texas

Gesù ha sofferto all’inferno?

La domanda di oggi: Ho una domanda su la discesa di Gesù all’inferno. In Luca 23:43, “E Gesù rispose,’ Oggi sarai con me in Paradiso. E’ una promessa solenne.” TLB

La domanda che mi pongo è come ha potuto Egli battere Satana all’inferno se Egli ha affermato al ladro che entrambi sarebbero stati in Paradiso in quel giorno? Io credo che Gesù abbia chiaramente fatto riferimento a Satana in Croce, secondo il Col.1:14: Chi ha comprato la nostra libertà con il Suo sangue e ha perdonato tutti i nostri peccati.”

Sa anche spiegarmi come risponde l’insegnamento della Parola di Fede a Luca 23:43? Aspetto le Sue risposte.

Distinti saluti, William Carpenter

La Risposta della Bibbia: Non oso parlare dell’intero movimento della Parola di Fede, ma vorrei condividere alcune mie intuizioni su quest’argomento.

Per quanto riguarda il passo di Luca 23:43 Gesù andò in Paradiso quel giorno. Sono d’accordo. Gesù, comunque, non disse che Egli sarebbe stato lì per tutti i tre giorni. E’ lì che Lei ha fatto una premessa sbagliata. Gesù disse, “Oggi, sarai con me in Paradiso.” Oggi non significa tre giorni; significa solo il giorno corrente.

Prima di procedere oltre, dobbiamo mettere in chiaro che l’uomo è formato da tre parti. Dio plasmò l’uomo con la polvere suolo, soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente (Gen 2:7). E’ uno spirito, ha un’anima, e vive in un corpo. “Possa Dio stesso, il Dio della pace, santificarti giorno dopo giorno. Possa tutto il tuo spirito, l'anima ed il corpo mantenersi innocente fino alla venuta di nostro Signore Gesù Cristo" (1 Tess 5:23). Questa verità è importante per capire la discesa di Cristo all'inferno e la Sua vittoria sul diavolo degli inferi.

Poi, bisogna comprendere che il peccato di Adamo sfociò nella morte non solo fisica ma anche spirituale. Dio avvertì Adamo ed Eva, “Questo è l’albero della conoscenza del bene e del male, non dovrete mangiarne i frutti: perché il giorno in cui lo farete morirete sicuramente” (Gen 2:17, VRG). Dio disse che sarebbero morti il giorno in cui avessero mangiato. Adamo ed Eva non morirono fisicamente ma spiritualmente quel giorno. Cristo per eliminare la trasgressione di Adamo, Egli avrebbe provato l’intero giudizio del peccato, e non solo la morte fisica.

La Bibbia insegna che c’è più di un tipo di morte. Come disse Paolo, “Eravate morti nelle trasgressione e nei peccati” (Ep 2:1). Qui si parla di morte spirituale. Poi c’è il passo dell’Apocalisse 20:14: “Quindi morte ed inferi furono gettati nel lago di fuoco. Il lago di fuoco è la seconda morte.” L’anima soffre in eterno nel lago di fuoco. E’ ovvio cheE’ o da questi passi c'è più di una morte. Ci sono tre morti, e tutte corrispondono alla triplice natura: corcorpo, spirito ed anima.

Il messaggio del vangelo è semplice: Cristo è morto per i nostri peccati. Questo vuol dire solo morte fisica? Bene, se tutto quello che il peccato fa è ucciderci fisicamente, allora tutto quello che Cristo avrebbe dovuto fare è morire fisicamente, ma come abbiamo già chiarito, ci sono tre morti del peccatore. Perciò se Cristo deve morire per i peccatori, allora Egli deve morire in tutti e tre i modi.

Il profeta Isaia conferma le tre morti di Cristo:

    Gli avevano assegnato la sepoltura con gli empi, ma alla sua morte fu posto con il ricco perché non aveva commesso alcuna violenza e non c’era stato alcun inganno nella sua bocca. (Isa 53:9)

La parola ebraica usata per la morte è plurale. Alla lettera si legge, “Gli avevano assegnato la sepoltura con gli empi, ma alle sue morti fu posto con il ricco." Gli esperti ancora non capiscono perché è al plurale, per questo di solito la traducono al singolare.

Il capitolo 53 di Isaia parla della triplice morte di Cristo. Isaia menziona le pene e le ferite di Cristo: sono fisiche (vv. 4-5). Inoltre allude alla Sua morte spirituale dicendo che il Signore aveva riposto su di lui tutta la nostra ingiustizia (v. 6). In fine Isaia esprime la sofferenza di Cristo all’inferno dicendo:

    …quando offrirà se stesso in espiazione, egli vedrà una discendenza, e vivrà a lungo, e si compirà per mezzo suo la volontà del SIGNORE. DDopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza...il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquitàe. (Isa 53:10-11, Versione di Re Giacomo)

Notate quanto spesso sia citata l'anima di Cristo. Gesù non soffrì solo in corpo; anche la Sua anima soffrì. L’anima soffre agli inferi.

Pietro, nel suo primo sermone, menziona la sofferenza dell’anima di Cristo all’inferno:

    perché tu non abbandonerai l'anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.  (Atti 2:27, Versione di Re Giacomo)

L’anima di Gesù era all’inferno, ma non rimase lì. Grazie Grazie alla gloria di Dio. Perché Gesù è andato all’inferno per noi? Egli ci andò perché la punizione per il peccato è il confinamento dell'anima negli inferi. Poiché Cristo soffrì le pene e le punizioni per i nostri peccati, era giusto che Egli soffrisse l’inferno, e lo fece!

Ho chiesto al Signore di darmene un messaggio chiaro ed Egli lo ha fatto.  Mi ha dato il capitolo 16 del Levitico. Dovreste leggerlo tutto. Lì trovate l’ordine sacrificale del Giorno della Redenzione. Ciò che è importante notare è che ci sono tre sacrifici in questo giorno: due capri ed un ariete da sacrificare in olocausto.

    Dalla comunità degli israeliti egli deve prendere due capri ed un ariete da sacrificare in olocausto. (Lev 16:5)

Perché sono necessari tre sacrifici? Semplicemente perchè i tre sacrifici rappresentano la triplice morte di Cristo – la sua morte fisica, dello spirito e dell’anima.

Studiate i tre sacrifici nel capitolo 16 del Levitico. In questo passo, solo il primo capro fu ucciso con spargimento di sangue; questo rappresenta la morte fisica di Cristo ed il Suo spargimento di sangue sulla croce.

Il secondo capro era la rappresentazione dei peccati della nazione e quindi fu esiliato vivo nel deserto; questa è la morte spirituale attraverso la quale egli diventò peccato per noi. Ecco perchè Cristo disse, “Mio Dio, Mio Dio, perché mi hai abbandonato” (Mt 27:46). Gesù fu reso peccato sulla croce (2 Cor 5:21).

Ed è qui che la cosa si fa interessante. Dopo il sacrificio di questi due capri, c’è un interruzione. Il Prete si toglie i suoi indumenti sporchi e ne mette di puliti (Lev 16:23-24). Egli si lava e si assicura di essere pulito; questo periodo intermedio è dove credo Gesù vada in Paradiso. Gesù è libero dal peccato e lo dimostra dicendo, “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito" (Luca 23:46). Gesù ritorna alla purezza del Dio Padre, proprio come il Prete. Quindi Gesù è libero dal peccato quando incontra il ladro in Paradiso.

Poi arriva il sacrificio finale compiuto dal prete, cioè il sacrificio dell’ ariete. Questo è l’unico sacrificio svolto in olocausto nel fuoco; io credo che questo rappresenti il sacrificio di Gesù all'inferno.

Dopo che quel giorno Gesù incontrò il ladro in Paradiso, il sole tramontò su Gerusalemme e la Pasqua ebraica iniziò ufficialmente. La prima Pasqua ebraica è ricordata nell’Esodo 12. Dio chiarisce quando deve aver luogo la Pasqua ebraica. (Un giorno ebraico inizia al tramonto).

    Prenditi cura di loro fino al quattordicesimo giorno del mese, quando tutti i membri della comunità di Israele li devono sacrificare al crepuscolo. (Esodo 12:6)

Come sapete, Gesù morì il giorno prima della Pasqua ebraica. Affinché Gesù possa compiere la volontà delle Scritture Egli deve essere sacrificato il giorno della Pasqua ebraica. Così fu. Gesù discese negli inferi il giorno della Pasqua ebraica come l’ariete durante il sacrificio. La Pasqua ebraica dura 12 ore. Credo sia il tempo che Gesù ha sofferto all’inferno. Al tramonto della Pasqua, Gesù spoglia il diavolo della sua autorità sul genere umano. Egli entra nella parte più profonda dell’inferno detta prigione e dichiara la Sua vittoria su Satana.

    …il suo corpo fu messo a morte ma reso vivo dallo Spirito, attraverso il quale andò a predicare agli spiriti della prigione (1 Pietro 3:18-19)

Gesù fu reso vivo nella Sua anima nell’inferno stesso. Egli quindi professo la vittoria agli spiriti della prigione. Egli condusse inoltre i santi del Vecchio Testamento fuori dal cuore di Abramo.

    Ecco perché dice: “Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini”. (Ef 4:8)

Il messaggio di Gesù è chiaro:

    Io sono l’Unigenito che vive, ma era morto e ora resterà in vita per sempre! Ed io conservo le chiavi della morte e degli inferi. (Apo. 1:18)

Gesù sconfisse il diavolo negli inferi e gli tolse le chiavi. Egli domina ora!

Io credo veramente che Satana odi questo messaggio; ecco perché ha provato con tutte le sue energie a nasconderlo alla gente.  I cacciatori di eretici hanno condannato i predicatori all’inferno se predicano questo.

Hank Hanegraaff scrive:

    “E’ alla croce – non all’inferno – che la tua redenzione è raggiunta o meno.” (Chiristianity in Crisis, Cristianità in Crisi, pagina 152, Estratto dall’originale)

Per Hank si tratta di una proposizione con alternativa. Secondo lui non è possibile che entrambe le sofferenze, alla croce e all’inferno, siano essenziali per la redenzione. E per intimorire le persone dall'opinione della Parola di Fede, scrive: 

    “Essi sono eretici, che è un altro modo per dire che essi si oppongono all’insegnamento chiaro delle Scritture su temi di vitale importanza come si evidenzia nei concili e nei credo della Chiesa." Ibid. pagina 46, Estratto dall’originale)

Se doveste credere come me nella triplice sofferenza di Gesù, allora Hank è pronto a etichettarvi come eretici e spedirvi all’inferno. Notate come si appelli ai concili e alle dottrine della chiesa. Bene, parliamo del credo più famoso, Il credo degli Apostoli. Una parte credo afferma la discesa di Gesù agli inferi, la prima cosa che Hanegraaf disconosce. Il credoIl credo recita:

    “Credo in Dio Padre l’Onnipotente, Creatore dei cieli e della terra; e in Gesù Cristo suo Unigenito nostro Signore; che concepito ad opera dello Spirito Santo, nato dalla Vergine Maria, soffrì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; Egli discese negli inferi; il terzo giorno risuscitò dai morti; ascese al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente..” (Estratto)

E’ chiaro che la chiesa all’inizio credeva che Gesù fosse sceso agli inferi. Erano eretici?

A causa degli sforzi come quelli di Hank Hanegraaff alcune chiese hanno rimosso questa parte dal credo apostolico o lo hanno modificato dicendo” Egli discese nella fossa.” (La parola “fossa” non ha senso poiché la frase precedente del credo ha già menzionato che egli fu “sepolto"; perché ripeterlo allora? Ricorda che il credo fu scritto originariamente in Greco, e la parola per l’inferno è Ades, ed viene usata costantemente per parlare del luogo di punizione, vedi Luca 16:23 ad esempio.)

Non sto etichettando nessuno come eretico solo perché non ha una comprensione completa della redenzione, ma Hanegraaf si sbaglia decisamente ritenendo che questo insegnamento della discesa di Gesù agli inferi sia in contraddizione con tutti i credo.

Questo insegnamento non ha origine con il movimento della Parola di Fede, esso è antico quanto la Chiesa.

E’ arrivato il momento di smetterla di usare tattiche intimidatorie per far crede alla gente determinate cose. Credo che una persona possa essere salvata senza conoscere esattamente quello che Gesù ha raggiunto per noi nella Sua opera redentrice. Hank pensa che solo le persone che credono alla redenzione esattamente come lui possano avere accesso al paradiso.

A proposito dell’importanza della sua opinione contro la nostra egli scrive:

    "Qui c’è molto in gioco – niente di meno che la salvazione." (Ibid. pag. 154)

Fantastico! Le tattiche di paura di Hank non funzioneranno su di me. Sono abbastanza certo della mia redenzione e sono infatti molto grato a Cristo per quello che ha patito per me.

Satana non mi impedirà di predicare l’atto redentore di Cristo.

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